De Chirico a Ferrara – Metafisica e avanguardie

9 dicembre 2015, Commenti: 1

Dal 14 novembre 2015 al 28 febbraio 2016 Palazzo Diamanti ospita la rassegna De Chirico a Ferrara – Metafisica e avanguardie, dedicata al periodo ferrarese del grande pittore metafisico. Perché proprio a Ferrara De Chirico cambiò per sempre la sua storia e la storia dell’arte intera, inventando quella pittura metafisica che l’ha reso celebre nel mondo. Un linguaggio e un mondo inesplorato, scoperto da De Chirico grazie anche agli impulsi che la città estense sapeva dargli, e che poi confluirono in molte delle sue opere: dai monumenti simbolo come il Castello Estense nelle Muse inquietanti, ma non solo. De Chirico “rubò” dettagli e visioni da ogni angolo della città, disseminandoli poi nei suoi quadri, in un percorso tra la mente e la visione legato insieme dal filo di Ferrara.

Un viaggio tra luoghi fisici e ideali che ti porterà a scoprire come nasce la pittura metafisica, un percorso che grazie alle nostre visite guidate riuscirà a trasmetterti quel legame inscindibile tra le opere di De Chirico e la città dove tutto è cominciato, sapendo svelare tutti i dettagli nascosti di Ferrara nei suoi dipinti.

Per prenotare una visita alla mostra con le guide di Itinerando,  potete contattarci allo 0532 202003, o al nostro indirizzo e-mail info@itinerando.it

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La pittura di Giorgio de Chirico ha conquistato alcuni tra i più grandi artisti surrealisti e ha esercitato uno straordinario ascendente sull’arte del Novecento. De Chirico è stato il geniale inventore della pittura metafisica, una delle più importanti correnti artistiche della modernità, grazie alla quale gli enigmi che percorrono l’esistenza prendono forma attraverso atmosfere sospese e pervase di inquietudine.

A segnare un cambiamento radicale nell’opera di De Chirico fu l’arrivo a Ferrara nel 1915, quando, in seguito allo scoppio della prima guerra mondiale, lasciò Parigi e per tre anni e mezzo soggiornò nella città estense per prestare servizio militare. Travolto da un’ondata di emozione di fronte alla bellezza e ai miti rinascimentali della città emiliana, De Chirico dipinse un mondo irreale popolato di meraviglie: piazze fuori dal tempo immerse in tramonti fantastici o stanze segrete dalle prospettive vertiginose fanno da sfondo agli oggetti enigmatici scoperti nelle peregrinazioni tra i vicoli del ghetto, o diventano il palcoscenico su cui recitano manichini da sartoria e personaggi muti e senza volto.

Fu a Ferrara che l’artista conobbe Carlo Carrà e iniziò a chiamare la propria pittura “metafisica”, e furono proprio i quadri qui concepiti, vere e proprie icone della modernità, a esercitare una profonda influenza sia sulla coeva arte italiana, sia su movimenti internazionali come il dadaismo, il surrealismo e la Nuova Oggettività.

In occasione del centenario dell’arrivo di De Chirico nella città estense, Palazzo dei Diamanti celebra con una grande mostra questo momento vitale della storia dell’arte del XX secolo. A un importante nucleo di dipinti realizzati da De Chirico negli anni ferraresi, faranno eco le composizioni ispirate alla pittura metafisica di Carlo Carrà, Giorgio Morandi e Filippo de Pisis e alcuni dei capolavori dei più grandi artisti delle avanguardie europee, da Raoul Hausmann a George Grosz, da René Magritte a Salvador Dalí fino a Max Ernst, i quali rimasero affascinati dal suo stile unico e dalla capacità di mostrare nelle tele il mistero impenetrabile delle cose.

in copertina: Giorgio De Chirico, Il Trovatore, 1917, collezione privata; I piaceri della fanciulla, 1915, New York ecc.ecc.
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